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Distanza: kilometer
Elevazione (min): meter
Elevazione (max): meter

La valle di San Nicolò sbocca verso la val di Fassa a Pozza di Fassa, in direzione est, dopo la frazione Meida. E' una tipica valle dolomitica, lunga e relativamente stretta, ricca di boschi, pascoli e prati, coronata verso sud dalle alte pareti rocciose del gruppo del Costabella, teatro di cruente battaglie d’alta quota tra il 1915 e il 1917. La valle si chiude ad est con punta di Col Ombert ed i passi San Nicolò e Pasché che danno accesso alla valle di Contrin e alla Marmolada. A nord la valle è chiusa dalle cime del Buffaure-Colac.

Gli abitanti di Pozza la utilizzano da sempre come pascolo estivo perciò vi hanno costruito nel tempo numerose baite e fienili, ancora ben conservati ed usati, anche se solo a scopo di svago e turismo.
Al tempo della Prima guerra mondiale in val San Nicolò fu realizzato un grande accampamento militare al servizio del fronte di Costabella, con il quale era collegato con teleferiche, e del settore della Marmolada, attraverso il passo San Nicolò. Nelle baite già esistenti e nelle nuove baracche alloggiavano soldati austro-ungarici dei più svariati reparti: Standschützen di Dornbirn e locali, Landesschützen, Kaiserjäger e truppe della Bosnia Erzegovina, ma anche numerosi prigionieri di guerra russi, che venivano utilizzati per il trasporto di materiale e per altri lavori pesanti.

Oggi il traffico automobilistico privato in val San Nicolò è limitato e sono disponibili in alternativa, un servizio di navette che porta, attraverso la strada di fondovalle, sulla destra orografica, in località Sauch ed un trenino su gomma, proveniente da Pozza di Fassa che giunge più avanti, fino alla malga Ciampiè, sempre percorrendo la strada di fondovalle n.608. Occorre quindi lasciare il proprio mezzo nel parcheggio libero di Vidor a quota ju1400 m. nella zona del campeggio (o nei parcheggi precedenti) e procedere a piedi, oppure utilizzare i mezzi sopra indicati.

Utilizzanndo la navetta, la nostra escursione prende quindi avvio dalla località Sauch a circa 4 Km dal parcheggio di partenza. Qui la valle si apre in una bella conca prativa punteggiata di baite. Si imbocca la strada ancora asfaltata (n.608) e la si percorre per circa 2 km (40 minuti di camminata tranquilla); nei pressi di Baita Ciampié (bar e ristorante) la strada si fa sterrata e va percorsa per un ulteriore tratto (circa 500 m, 10 minuti) fino a raggiungere uno spiazzo che ospita un monumento. L’opera, restaurata di recente, raccoglie i nomi dei comandanti dei vari reparti schierati nella zona tra il 1915 e il 1916.
Lasciandosi alle spalle il monumento si imbocca il sentiero di destra (n.608) – indicazione per le cascate – e lo si percorre per circa mezzo chilometro, attraversando il torrente e inoltrandosi in un rado bosco di larici fino a raggiungere lo slargo prativo di Forcia. Qui, sulla sinistra e poco discosto dal sentiero, sorge un secondo monumento dedicato alla guida alpina di Sarentino Josef Premstaller, caduto sul Costabella nella notte tra l’1 e il 2 aprile 1916. Il monumento venne progettato dall’ingegnere Leo Handl che stazionò in zona tra il 1915 e il 1916, per essere poi spostato in Marmolada, nella “Città di ghiaccio” che lui stesso aveva progettato. Accanto al monumento sorge una tipica e antica baita che fu sede del Comando militare austro-ungarico, come ricorda anche una targa posta accanto all’entrata.

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    Scorcio della valle con il col Ombert e il il gran Vernel

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    Casette e pascoli...

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    Altro scorcio della valle con le casette e le montagne sullo sfondo

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    La strada sterrata di fondo valle

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    Altra vista sulla strada di fondovalle

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    La strada per pedoni e ciclisti

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    Boschi e pascoli

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    Vista verso nord dal sentiero di fondovalle

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    Scorcio verso est al fondo della valle

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    Deviazione verso il passo San Nicolò

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    Scorcio del rifugio San Nicolò con il gruppo Sella sullo sfondo

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    L'ingresso del rifugio San Nicolò col il col de Ombert sullo sfondo

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    Vista del rifugio San Nicolò

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    Il bastione roccioso della parete sud della Marmolada visto dal Rifugio

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    Particolare sul gruppo Sella con il Piz Boè

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    Panoramica sulla Valle San Nicolò dal rifugio omonimo

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    Vista sulla cascata del Rio S.Nicolò

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    Particolare dell'acqua della cascata

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    L'imponente estensione della cascata

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    La baita alle cascate

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    I disastri della tempesta Vaia con in primo piano la scultuta in legno dedicata

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    La desolante scomparsa degli alberi abbattuti....

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    ...che vengono accatastati

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    Motivi decorativi lungo il percorso...

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    Vista del Sas de Adam lungo il ritorno


Se si vuole salire al rifugio San Nicolò, occorre a questo punto svoltare a sinistra proseguendo sul sentiero 608 ben segnalato, che diventa ora stretto ed impervio, mentre se si preferisce andare subito alla Baita alle Cascate, bisogna semplicemente proseguire sulla strada sterrata che prende ora il numero 609 e che procede dritta in lieve ascesa verso le cascate e la relativa baita, che si raggiungono in 5 minuti. Diversamente, seguendo ancora il sent. 608 si comincia a risalire rapidamente il pendio erboso soprastante. Dopo pochi minuti, si giunge al Roisc dal Giaf mt. 2010, punto in cui il sentiero prende a salire con maggiore decisione effettuando numerose svolte all’interno di un bosco di conifere, puntando perlopiù verso Nord-Est. Si perviene poi, in altri 30 min. circa, ad una selletta erbosa con palina, dove si trascura la traccia che scende su prato e conduce ad intercettare il vicino sentiero che abbastanza direttamente e in maniera piuttosto ripida conduce al Passo San Nicolò, si svolta a sinistra risalendo fino a raggiungere il crinale, in corrispondenza della Cima Pre de Contrin mt. 2365, in altri 10 min. circa. Da qui si può ammirare a Nord il Sella e Sasso Cappello, a Nord-Est il versante meridionale della Marmolada, ad Est il Col Ombert, a Sud-Est Cima Uomo e a Ovest parte del Catinaccio ed il Sas de Roces. Trascurando ora la deviazione a sinistra sul 613 per il Bufaure si procede invece a destra su comodo sentiero in moderata discesa che permette di approdare in poche decine di metri al Passo San Nicolò mt. 2339. Al valico si trascura la deviazione a sinistra sul 648 per Alba, e si continua dritti verso l’ormai visibile Rifugio Passo San Nicolò a m. 2340, che si raggiunge in altri 5 min. e in 2 ore e 35 min. totali dalla località Souch. Il rifugio è situato su un pianoro prativo ai piedi delle rocce del Col Ombert. Si tratta di una costruzione molto semplice e sobria, con ridotti spazi interni, ma ampi all'esterno. Da qui la vista spazia a 360 gradi in un orizzonte di vette di straordinaria bellezza. Su tutte l'impareggiabile bastione roccioso della parete sud della Marmolada.

Per il ritorno si procede di nuovo verso il Passo San Nicolò dove si può optare per svoltare a sinistra su ripido e tortuoso sentiero che in 25 min. conduce al Ciamp de Forcia m.2011, dove si trascura la deviazione a sinistra sul 609 per la Forcella Paschè e si continua invece dritti raggiungendo in breve la Baita alle Cascate a m.2000. Tutta questa parte in discesa dal rifugio San Nicolò avviene su un sentiero estremamente ripido con un fondo instabile di ciotoli. Occorre pertanto prestare la massima attenzione per evitare di scivolare.

Si prosegue quindi lungo il sentiero in direzione della Baita alle cascate (bar e ristorante, aperto solo d’estate) dove si può sostare e rifocillarsi. La baita si trova su uno spiazzo verde dal quale è possibile ammirare le lunghe cascate del Ruf San Nicolò nel letto del torrente.

Per il ritorno all'inizio della valle si può evitare di rifare la stessa strada di fondovalle. Infatti muovendoci sul sentiero tenendo alle spalle la baita, si incrocia un  piccolo torrente, oltre il quale inizia la “Strada dei Russi”, qui ridotta a semplice sentiero. Questa strada, costruita in tempo di guerra dai prigionieri russi, era più nascosta rispetto alla principale e permetteva quindi il trasporto di materiale, viveri e munizioni verso la prima linea, al riparo dagli sguardi dei soldati italiani che occupavano la parte est della catena di Costabella.
Percorrendo la “strada dei Russi” in poco più di un’ora si può rientrare al punto di attesa delle navette (Sauch), mantenendosi sempre sulla sinistra orografica della valle e attraversando un fitto bosco di abeti. In alternativa si può percorrere la stessa strada dell’andata dove è possibile soffermarsi su alcuni aspetti che abbiamo frettolosamente incontrato. Per esempio le devastazioni che la tempesta Vaia ha lasciato nella valle, ancora ben visibili e la cura di alcuni aspetti decorativi delle abitazioni lungo il percorso.


 

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