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Distanza: kilometer
Elevazione (min): meter
Elevazione (max): meter

Torrenti, canyons e cascate di Fanes

La Val di Fanes, a nord di Cortina d'Ampezzo, insieme all'omonimo torrente, il suo canyon e le sue gole offre uno scenario paesaggistico spettacolare. Soprattutto è la cascata di Fanes, con i suoi 90 m è considerata la cascata più alta delle Dolomiti. Prima di gettarsi nella confluenza con il Rio Travenanzes, scende per tre salti rocciosi in una forra profonda.
L'escursione attraverso la Val di Fanes con i suoi boschi di larici e gli scorci sul Col Becchei, il Col Rosa ed il Monte del Vallon Bianco è anche l'ideale per chi vuole combinare una passeggiata tranquilla con una ferrata un po' più adrenalinica
Questa escursione, altamente panoramica e spettacolare, conduce alla confluenza delle valli di Fanes, Travenanzes e Ra Vales, collegando alcuni siti di grandiosa imponenza paesaggistica e idrogeologica. I passaggi sotto le cascate di Fanes sono davvero spettacolari.
Il susseguirsi di pozze, cateratte e cascate che caratterizza tutto il corso del Rio Fanes è di una bellezza straordinaria e le Cascate Basse di Fanes sono fra le più elevate e copiose delle Dolomiti.
Il percorso si snoda nel cuore del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo, presenta tratti di diversa difficoltà e impegno ed è affrontabile a stralci o in un’unica soluzione di continuità, in parte anche da famiglie con bambini, è dotato di diversi punti di vista panoramici e di tratti attrezzati con funi metalliche nei punti più esposti e delicati.
Il percorso si può compiere in due sensi: pertanto verranno fornite le indicazioni per entrambe le percorrenze.

Accessi

Lungo la statale che da Cortina d'Ampezzo in direzione Dobbiaco, dopo circa 1,5 km, dalla località Fiames, sulla sinistra, si lascia la strada principale per una secondaria piuttosto stretta che porta direttamente all'entrata della valle dove c'è un comodo parcheggio, un campeggio ed un ufficio delle guardie forestali.
Qui inizia il percorso, dall’accesso principale. Gli altri accessi possibili, sono dal tornante al chilometro 11,2 della strada di Alemagna (dove inizia la stradina che porta a Malga Ra Stua) e sono leggermente più brevi del primo. Il terzo, più panoramico, inizia dal parcheggio poco sopra il tornante e scende verso nord-ovest, per poi passare il Boite allo sbocco della forra della Costa dei Siè.


Descrizione del percorso

Il percorso inizia con una stradina asfaltata lungo il Boite, che percorreremo sino a trovarci di fronte al bivio a Pian de Loa. Qui possiamo decidere se risalire il Rio Fanes in direzione Ponte Outo, dalla destra idrografica del Rio, su carrareccia sterrata (segnavia n.10) o dalla sinistra del Rio, su un sentiero attraverso il bosco.

Procedendo lungo quest’ultimo percorso che si inoltra nel bosco, sempre seguendo la sinistra idrografica del Rio Fanes, il sentiero sale e diventa sempre più forte il rumore dell’acqua della cascata. Raggiungiamo così l’orlo della forra del Rio Fanes e, poco più su, l’esposto belvedere sulle Cascate Basse di Fanes (foto 5) dove è possibile ammirare lo scenario della cascata.

Qui ha inizio la discesa nella forra (foto 1) e il tratto più impegnativo del percorso: chi non si sente di affrontare questo tratto può evitarlo decidendo di salire al Ponte Outo, dal Pian de Loa, sul versante opposto, seguendo la strada sterrata della Val di Fanes.
Una volta disceso il canalino a strette serpentine, si costeggia la base del salto maggiore della cascata e si risale verso destra (foto 3) un canalone laterale (foto 2), racchiuso fra pareti rosse e strapiombanti (passaggio delicato attrezzato con corda metallica).
Il sentiero svolta quindi verso sinistra per superare un dislivello sulla parete rocciosa (scaletta)(foto 4) per poi valicare una stretta forcella (foto 6) e passare suggestivamente dietro al salto superiore della cascata (foto 7, 8, 9, 10, 11); dopo l’emozionante attraversata della cascata, il percorso, attrezzato con corde fisse, prosegue salendo fino alla sommità del versante opposto della gola (punto di sosta con panchine). Qui termina (o inizia se si fa’ il percorso inverso) la “Via ferrata Giovanni Barbera” che si ricongiunge alla stradina sterrata della Valle di Fanes, segnavia n-10 (per la quale è possibile far ritorno al Pian de Loa).

Giungendo invece da questo percorso dal Pian de Loa, si può effettuare un percorso circolare attraverso la Via ferrata Giovanni Barbera che, oltrepassata la cascata, ci consente di scendere in fondo alla forra alla base della cascata. Da qui proseguiamo inizialmente a sinistra del torrente poi, attraversato il ponte (foto 12), sulla sponda destra e là di nuovo sotto la parete meridionale della gola. Quindi sulla »Via ferrata Lucio Dalaiti« che, su una stretta cengia rocciosa, sale attraverso un'articolata parete (fune d'acciaio) (foto 13). Sulla cengia rocciosa (fune d'acciaio), si prosegue salendo attraverso una parete (foto14), una ripida fiancata, percorribile con pochi passi e una fessura nella roccia. Girare, infine, intorno ad un angolo esposto e salire alla strada che,verso destra, riporta al punto di partenza all’area di sosta di Ponte Outo. 

S’imbocca ora la scorciatoia di Fanes al sentiero n° 10 e, dopo una breve salita, si scende a destra per attraversare il Rio Fanes su una prima passerella (foto 15); il sentiero sale ora sulla sinistra orografica a strette serpentine; dopo aver passato un piccolo ghiaione, si torna ad attraversare il torrente su un secondo ponte (foto 16), alla base di una rampa dove il Rio Fanes forma una lunga e spettacolare cateratta (foto 17).

Si prosegue vicini alla sponda del torrente, ora attraverso bosco fitto, ora più rado e coperto da mirtilli.
In breve si giunge alla base dell’ultimo e spettacolare balzo, lo “Sbarco de Fanes”; la vista sulle cascate è davvero notevole (foto 18 e 19), soprattutto in primavera quando l’acqua del disgelo delle nevi ingrossa notevolmente il Rio Fanes.  Un breve percorso attrezzato, evitabile con un sentiero a sinistra, consente di passare inaspettatamente lungo una cengia dietro alla cascata, risalire per pochi metri e arrivare infine al termine del primo tratto dell’itinerario.

Il rientro al Ponte Outo e a Pian de Loa può essere effettuato per la strada comoda principale che costeggia in discesa il rio Fanes (segnavia n.10).


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